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NATURA STORIE

Liliana Petralia e il rapporto con la natura

Liliana Petralia si sente un tutt'uno con Madre Natura Fonte Facebook

Una donna che nel corso degli anni è riuscita a far affiorare il suo potenziale ed applicarlo nella vita. Liliana Petralia, originaria di Biancavilla, ha trovato lo slancio interiore per ascoltare la parte più profonda di sé.

Origini di un percorso in divenire

Sin da ragazzina Liliana scopre la sua dimensione creativa e cerca i canali per manifestarla. Inizialmente vuol iscriversi all’istituto d’arte; poi comprende che arte e natura sono correlate. Emerge l’amore, l’empatia e l’affetto per gli animali; così si iscrive a Medicina Veterinaria a Messina. Dopo gli studi Liliana Petralia si occupa a Catania, dal 2002 al 2012, di ginecologia equina; lascia questo perché nel contesto ritrova una mancanza di sensibilità verso le cavalle e i loro cuccioli. Sempre nel 2002 inizia l’attività di veterinaria a domicilio. Nel 2005 e fino al 2016 ha allestito il suo laboratorio per gli animali con studio, gestito assieme alla responsabile di due canili.

Successivamente Liliana ha lavorato in una clinica veterinaria ad Aci Sant’Antonio. Si tratta di un periodo quasi coincidente alla frequentazione del figlio dell’asilo steineriano ad Aci Bonaccorsi. Attualmente ella svolge il servizio di veterinaria a domicilio; si può conoscere in modo più approfondito la sua attività attraverso la pagina Facebook Biophilia Vet. Una veterinaria dell’anima, che cura gli animali evitando i protocolli ufficiali e avvalendosi di fitoterapia e micoterapia. Un approccio olistico, il quale considera il benessere animale nella sua interezza, nonché il rapporto tra la creatura e il padrone.

Liliana Petralia che tende all'autoproduzione con l'orto
L’orto di Liliana Petralia nella sua varietà giugno 2023 Fonte Facebook

Liliana Petralia e il passaggio verso l’autoproduzione

Con la nascita del figlio Adel, avvenuta nel 2012, in lei si risveglia la consapevolezza prima rimasta latente e assopita. E’ stata una vera e propria metamorfosi. La donna interiorizza il principio che la natura non è qualcosa estranea all’essere umano da proteggere. In realtà siamo noi un tutt’uno con Madre Terra, essa ci genera ma la maggioranza delle persone lo ha dimenticato. L’essere umano ha quindi accantonato questa profonda connessione, facendo prevalere così l’antropocentrismo, ovvero l’assunto che l’uomo è al di sopra di ambiente e animali e che si sente in diritto di sfruttare, inquinare, maltrattare. La coscienza ambientale ed ecologica affiorata spinge Liliana ad accostarsi all’autoproduzione.

La crescita del figlio, specie nei primissimi anni di vita, porta come conseguenza la presenza di troppi imballaggi. La donna sente l’insostenibilità di tutto ciò e comprende così cosa significa per lei partire da sé. Secondo Liliana Petralia l’autoproduzione costituisce la forma più elevata di ribellione, poiché vai in controtendenza alla superproduzione capitalistica e ai bisogni indotti. Quando il figlio è piccolo la donna realizza pannolini lavabili, omogeneizzati, giocattoli, bambole, tutto con materiale riciclato. Poi continua con la produzione di detersivi, per piatti con bucce d’arancia e per pavimenti. Quest’ultimo trova realizzazione col panetto del sapone di Marsiglia, il quale viene poi sciolto nell’acqua col bicarbonato.

Da due anni Liliana vive tra le vigne di Santa Maria di Licodia, con Adel, sette gatti e due cani. L’anno scorso ella ha allestito un orto, stabilendovi un rapporto simbiotico, da cui ha ricavato lattughe, zucchine, pomodori, segale, girasoli. Da ricordare pure la produzione di cesti con la carta, mantenuta negli anni.

La scoperta della medicina forestale

Lo scorso giugno, nel corso di una ricerca su Internet, Liliana Petralia si imbatte in un corso di medicina forestale. Una scoperta che la coinvolge fino in fondo, da cui impara molto; questo comporta un’ulteriore trasformazione. La medicina forestale è una disciplina riprendente la pratica giapponese dello Shinrin-yoku, diffusasi a partire dagli anni ’80. Si tratta di immersioni in natura, lungo boschi, parchi, spazi verdi per risintonizzarsi con Madre Natura e ripristinare la connessione. Passeggiate che divengono dei “bagni forestali”, con numerosi benefici per la salute. Studi scientifici dimostrano che le immersioni in natura alleviano lo stress, abbassano cortisolo e pressione sanguigna. Inoltre benefici per l’apparato cardio-circolatorio e la psiche.

Liliana Petralia ricorda che la medicina forestale è una disciplina correlata alla psicologia relazionale, la quale studia il comportamento del singolo in riferimento all’ambiente in cui vive e ai suoi rapporti interpersonali. Una stretta correlazione sussiste pure con l’ecosofia, disciplina che riconosce nella terra una soggettività come madre e generatrice della vita. Pertanto è fondamentale mantenere il contatto con Madre Natura; le immersioni forestali portano a questo.

Una branca che tende all’ecologia profonda, diversa da quella paternalistica. Nella prima l’essere umano si sente davvero parte di Madre Natura, vi è profondamente connesso e si risveglia la coscienza ambientale. Diversamente da varie realtà cosiddette ecologiste, le quali risultano invece distaccate dal vivere in armonia con Madre Natura. Esse, invece, vedono l’ambiente come qualcosa solo da proteggere, adottando pertanto un approccio paternalistico.

Liliana Petralia che parla dell'archetipo dell'albero
L’albero con la sua essenza costituisce un archetipo Fonte Facebook

Liliana Petralia e la manifestazione della coscienza

La donna ricorda che l’albero costituisce un archetipo. Coi rami che si espandono dà l’accoglienza e l’estensione verso la vita. La sua saldatura alla terra ne denota la fermezza, una fonte di ispirazione per resistere e crescere. Moltissimi alberi stabiliscono un rapporto simbiotico con i funghi. I primi forniscono carboidrati agli altri; mentre i miceli creano una rete di connessione sotterranea tra gli alberi con le loro radici. Gli arbusti possono così interagire pure a molti chilometri di distanza, disponendo di una rete World Wide Web in natura. Si tratta di princìpi che Liliana ha appreso studiando medicina forestale.

Una disciplina che, assieme alla nascita di Adel, l’ha spinta a far emergere il daimon, letteralmente demone interiore. Esso corrisponde a quella forza interiore, divina che affiora e spinge alla creatività. James Hillmann ne Il codice dell’anima parla del daimon, riferendosi ad esso come il compagno di viaggio della vita da ascoltare per prendere le decisioni più giuste. Pure nel figlio Adel emerge la dimensione creativa, quindi il daimon, con la frequentazione della scuola di teatro. Certamente il vivere in natura ha favorito questo processo.

Liliana Petralia è una donna da conoscere, per il suo andare controcorrente seguendo le sue inclinazioni profonde. Ella rammenta che non può sussistere consapevolezza senza coscienza. Un principio che trasmette attraverso le sue scelte e nel rapporto col figlio, facendo in modo che sviluppi empatia per natura e animali.

Liliana Petralia e il rapporto con la natura ultima modifica: 2024-04-15T09:00:00+02:00 da Angela Strano

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